Gli Ebrei

02/02/2023

Persone appartenenti al popolo ebraico o comunque legate all'identità religiosa e storica israelitica.

Il nome Ebrei, di origine incerta, entrò nell'uso comune attraverso la letteratura dell'età ellenistica per designare quel gruppo di tribù del Vicino Oriente antico apparse nella seconda metà del 2° millennio a.C. in Palestina, costituitesi quindi in unità politica e religiosa. Il gruppo settentrionale chiamava sé stesso «figli d'Israele», da cui derivò il nome Israeliti; dopo la distruzione del regno del Nord nel 721, divenne usuale il nome Yĕhūdīm, Giudaiti (dal nome del superstite regno meridionale di Giuda), da cui deriva quello di Giudei.

Mosé apre il Mar nero per far passare gli Ebrei.

Il Mar nero si chiude inghiottendo l'esercito Egizio.

Età antica

La fase più antica della storia degli E. non dispone, come fonte, che del racconto biblico, per cui la critica non parla di fondamenti storici, ma di leggende e tradizioni popolari, discutendo la consistenza dei gruppi ebraici impegnati nelle varie vicende e il rapporto di queste con la tradizione letteraria che se ne fece riflesso attraverso i secoli.

Secondo la Bibbia, il patto fra Dio e Abramo è il fondamento della concezione storica d'Israele, dove il patriarca Abramo, movendo da Ur dei Caldei, si diresse perché quella era la terra promessagli dal suo Dio. Un discendente di Abramo, Giuseppe, si trasferì in Egitto, poi raggiunto dalla sua famiglia, e così ebbe inizio il soggiorno degli E. in terra straniera, che si concluse quando, oppressi dal faraone Ramesse II (circa 1279-1212 a. C.), essi furono liberati dal condottiero Mosè.

Rembrandt 1654, Mosé riceve le leggi di Dio

Questi li condusse fuori dal paese, attraversò il Mar Rosso e presso il monte Sinai, dove ricevette la Legge di Dio, per poi giungere faticosamente in vista della Palestina, dove morì, lasciando il comando a Giosuè. La conquista della Palestina, in cui si ravvisano fasi diverse, si compì sul finire del 13° sec. a.C., salvo il permanere di città-stato cananee isolate e di una striscia costiera in mano ai Filistei. Sulla base dei reperti archeologici, si ritiene che i primi nuclei di insediamento ebraico si siano formati in Canaan, negli altipiani dei futuri regni di Giuda (al Sud) e di Israele (al Nord), attorno al 1200 a.C.

Gli E. erano organizzati in tribù, raggruppate intorno a un santuario centrale a Silo.

Il Regno di Israele, con capitale Samaria (dal 9° sec.), fu il primo ad assumere i contorni di uno Stato organizzato ed evoluto, come emerge anche da testimonianze esterne alla Bibbia. Il Regno di Giuda, con capitale Gerusalemme, più povero e meno popolato, nacque probabilmente come Stato vassallo di quello del Nord, e raggiunse il suo apogeo solo con la conquista del Regno di Israele da parte degli Assiri (722 a.C.). Nel 586 a.C. il re babilonese Nabucodonosor occupò e distrusse Gerusalemme, deportando la popolazione in Babilonia. 

Il Mosé di Michelangelo: "Alzati e cammina."

Nell'esilio, la coesione degli E. non venne meno e quando (538 a.C.) Ciro conquistò la Babilonia, essi ottennero l'autorizzazione al ritorno. Dopo il dominio persiano, gli E. subirono la conquista di Alessandro Magno, il dominio dei regni ellenistici e infine quello romano. L'imperatore Tito nel 70 prese e bruciò Gerusalemme, che nel 135 fu definitivamente distrutta per ordine di Adriano, dopo la rivolta del 132 guidata da Bar Kōkĕbā, e sostituita con la romana Aelia Capitolina con il divieto agli E. di risiedervi.  

La fine dell'entità politica ebraica in Palestina accentuò il fenomeno della diaspora, mentre la nascita del cristianesimo dette origine a un'ostilità di carattere religioso che si intensificò nei secoli successivi.

La situazione degli E. peggiorò con la Controriforma: non solo nei paesi cattolici, ma in tutta Europa essi furono costretti ad abitare in un quartiere separato (➔ ghetto), furono esclusi dalle professioni, talvolta espulsi o fatti oggetto di feroci persecuzioni. In alcuni paesi, tuttavia, la condizione degli E. si mantenne tollerabile: così, dal territorio della Repubblica di Venezia essi non furono mai totalmente scacciati; in Toscana godettero di particolare protezione; le loro attività commerciali furono protette in funzione antispagnola e antiolandese nell'Inghilterra di O. Cromwell e in funzione antispagnola in Olanda durante la lotta per l'indipendenza.  

La situazione degli E. peggiorò con la Controriforma: non solo nei paesi cattolici, ma in tutta Europa essi furono costretti ad abitare in un quartiere separato (➔ ghetto), furono esclusi dalle professioni, talvolta espulsi o fatti oggetto di feroci persecuzioni. In alcuni paesi, tuttavia, la condizione degli E. si mantenne tollerabile: così, dal territorio della Repubblica di Venezia essi non furono mai totalmente scacciati; in Toscana godettero di particolare protezione.