La vera storia del Presepe

02/12/2021

Tanti e tanti anni fa i cristiani, per vivere con maggiore intensità la Festa del Natale, decisero di rappresentare la storia della nascita di Gesù. Seguendo il racconto del Vangelo, la storia del Natale veniva rappresentata, con personaggi veri e, talvolta, anche con animali veri. I costumi indossati erano simili a quelli illustrati nei mosaici delle chiese e nei bassorilievi dei sarcofagi; il testo sacro veniva recitato e cantato come a teatro. Il risultato in qualche caso fu così eccezionale che molta gente, proveniente da altri paesi, volle vederlo. Si fecero molte repliche. Qualcuno allora pensò di ricordare il Natale per tutto l'anno e scolpì i personaggi di Betlemme usando del legno o del marmo. 

Il presepe pieno di dettagli straordinari.

A Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore, ancor oggi si può ammirare un preziosissimo presepe in marmo del 1200 (Milleduecento). Le statue, ad altezza naturale, sono di Arnolfo di Cambio. In questo presepe possiamo ammirare la Madonna col Bambino sulle ginocchia, san Giuseppe, il bue e l'asinello; davanti alla Madonna c'è uno dei re Magi prostrato in adorazione, mentre gli altri due, in piedi, offrono i loro doni. 

Ma il presepe così come lo conosciamo noi, con la grotta al centro e tutti gli uomini che vanno verso il Bambino, fu inventato da Francesco di Assisi, il santo amante della natura, che predicava alle rondini e salutava le pecore e gli agnelli. Francesco ci ha lasciato nel presepe un mondo piccolo e ideale, che l'uomo può costruire con le sue mani ma deve inventare ogni anno, senza venir meno alle piccole leggi del ricordo e del simbolo: altrimenti il presepe non porta più un messaggio e diventa solo un gioco. 

Leggiamo nelle cronache del tempo che Francesco inventò a Greccio (una cittadina che si trova vicino alla città di Rieti) il primo Presepe. Francesco era famoso in tutta la cristianità per la vita che conduceva: da quando si era spogliato dei suoi abiti davanti al vescovo per restituirli al padre, molti giovani avevano lasciato le loro ricchezze per seguirlo e per vivere nella povertà, aiutando i poveri. San Francesco parlava del Vangelo con tale entusiasmo che la gente e gli animali lo ascoltavano attentamente. Nell'anno 1210 Francesco era andato a Roma, dal Papa che si chiamava Onorio III. Al Papa, Francesco aveva chiesto il permesso di vivere la sua "Regola di vita" insieme ai giovani che vivevano con lui, in povertà assoluta, predicando il Vangelo. 

Il presepe Napoletano include personaggi famosi dell'anno.

Il Papa aveva elogiato Francesco e gli aveva permesso di costituire la nuova famiglia religiosa: i Frati Francescani. Nel 1219, mentre tutti pensavano alla guerra, San Francesco, "armato" di perdono e della parola di Gesù, partì per l'oriente. In Oriente San Francesco fu ricevuto dal sultano, al-Malik- al-Kamil, e potè visitare i luoghi santi della vita del Signore. Il ricordo più intenso del suo viaggio in oriente fu la visita alla grotta di Betlemme, la grotta dove Gesù era nato. Un giorno un nobiluomo di nome Giovanni, incontrando Francesco, gli chiese cosa doveva fare per seguire le vie del Signore. 

Le figure del presepe tradizionale include animali, come il bue e l'asino.

Francesco gli rispose: «Devi prepararti e ricordare il Natale». Il nobiluomo Giovanni fece costruire una stalla e dentro vi mise un asino e un bue. Quando arrivò il mese di dicembre (era l'anno 1223), molti pastori e contadini, insieme agli artigiani e alla povera gente si avviarono verso la gratta che Giovanni aveva costruito a Greccio. Alcuni avevano portato doni per fare omaggio al Bambino Gesù. Questi doni furono divisi fra i più poveri della città. Francesco allora pensò di introdurre un modo nuovo per ricordare il Natale: per questo aveva chiesto il permesso al Papa. Inviò un sacerdote, che su un altare improvvisato celebrò la Messa. Francesco stava davanti alla mangiatoia, piangendo, ma pieno di gioia per la nascita del Bambino Gesù. Dopo il canto del Vangelo, parò ai suoi fratelli dicendo: «Fratelli, questa è la festa delle feste. 

La città in miniatura é un tema ricorrente nel presepe.

Oggi Dio si fa uomo». La commozione fu tale che Francesco stesso si sente egli stesso un bambino e comincia a balbettare, come fanno appunto i bambini. Allora fu visto "dentro la mangiatoia un bellissimo bambino addormentato che il beato Francesco, stringendo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno". 

Fra coloro che erano presenti molti, tornando nelle loro terre, divulgarono la notizia del Presepe, raccontando quello che avevano visto. La notizia si diffuse nel Lazio, in Umbria, in Toscana fino a Genova e a Napoli. Da quel miracolo molti trassero benefici spirituali e corporali: alcuni si convertirono e diventarono più buoni, altri presero il fieno della mangiatoia di Greccio e lo usarono come medicina contro i malanni degli uomini e delle bestie. Una donna, travagliata da un parto difficile, trovò forza e pace.

Natale a Milano, luci e musica.

Nacque felicemente un bambino e fu festa per tutta la casa. Tutto il paese sapeva di questi prodigi e cercava di ricordare quanto avvenuto in quella notte santa, quando un Bambino era apparso a San Francesco, che aveva voluto ricostruire l'ambiente del primo Natale in un bosco dei monti dell'Appennino.