MARTIN HEIDEGGER: IL PROBLEMA DELLA TECNICA

Umberto Galimberti: Heidegger e il dominio della tecnica

Martin Heidegger è stato uno dei pensatori più decisivi del Novecento. Intorno al suo pensiero si è costruito un dibattito enorme: c'è chi lo ha criticato, chi lo ha seguito, chi ha tentato di superarlo. Questo significa che il suo lavoro ha inciso profondamente nella coscienza filosofica occidentale.

Secondo Heidegger, la filosofia occidentale, da Platone in avanti, ha sempre cercato di rendere il mondo disponibile all'uomo. Questa lunga tradizione prende il nome di metafisica. Platone inaugura l'idea che esista un ordine superiore rispetto al mondo sensibile: le idee, forme eterne che permettono all'uomo di interpretare la realtà.

Per Platone, ciò che percepiamo con i sensi non basta a costruire una verità universale. Serve qualcosa di stabile, una misura assoluta. Nasce così la distinzione tra il mondo mutevole delle cose e il mondo eterno delle idee. Heidegger vede in questo il primo passo di una civiltà che progressivamente trasforma il reale in qualcosa da controllare.

Con il cristianesimo, il ruolo delle idee viene sostituito da Dio. Successivamente la scienza moderna e la tecnica assumono questa funzione: garantire il dominio umano sul mondo. Cartesio arriva a definire l'uomo "padrone e possessore della natura". Per Heidegger, qui si compie il destino dell'Occidente.

La tecnica non è semplicemente uno strumento. È un modo di pensare. Tutto viene osservato secondo utilità, rendimento, efficienza. Heidegger parla di "pensiero calcolante": un pensiero che sa misurare, organizzare, produrre, ma non interrogarsi sul senso dell'esistenza.

In una celebre intervista del 1966, Heidegger afferma che il vero pericolo non è la bomba atomica, ma lo sradicamento dell'uomo dalla terra. L'uomo moderno non abita più la natura: abita la tecnica. Vive dentro apparati, funzioni, reti produttive.

La conseguenza è radicale: ciò che non produce utilità perde valore. Il bello, il sacro, l'amore, la contemplazione diventano irrilevanti davanti alla logica della prestazione. Anche l'arte viene assorbita dal mercato e giudicata in base al suo valore economico.

Heidegger sostiene che il problema sia linguistico oltre che filosofico. Il linguaggio della metafisica è un linguaggio che vuole possedere il mondo. Per questo cerca nei poeti — Hölderlin, Trakl, Stefan George — un'altra possibilità di parola. La poesia, per lui, non serve a spiegare il mondo ma ad aprirlo.

La tecnica moderna non sfrutta soltanto la natura: la trasforma in riserva permanente di energia e materiali. Heidegger usa il termine tedesco Gestell per indicare questa riduzione del reale a deposito disponibile. Tutto deve essere immediatamente utilizzabile.

Anche l'uomo viene trasformato. Non è più una presenza libera nel mondo, ma una funzione dentro sistemi economici e tecnici. L'identità personale si sposta verso il ruolo sociale. L'individuo vale per la sua efficienza dentro l'apparato.

Per Heidegger, questa civiltà rischia di eliminare tutto ciò che nell'uomo è eccedenza, irrazionalità, apertura: il sogno, il dolore, l'immaginazione, il desiderio. Rimane soltanto la razionalità tecnica.

La sua filosofia tenta allora di immaginare un "nuovo inizio", capace di oltrepassare il pensiero del dominio. Non una nostalgia del passato, ma la ricerca di un diverso rapporto con l'essere, con la natura, con il linguaggio.

Anche la sua figura resta controversa per il rapporto con il nazismo. Heidegger aderì al regime e accettò il rettorato dell'università di Friburgo nel 1933. Rimase in carica pochi mesi e in seguito venne escluso dall'insegnamento. Questo elemento continua ancora oggi ad attraversare ogni discussione sul suo pensiero.

Nonostante le ambiguità politiche, la sua analisi della tecnica ha segnato tutto il pensiero contemporaneo. Heidegger ha compreso prima di molti altri che la civiltà occidentale stava entrando in un'epoca in cui la tecnica non sarebbe più stata un mezzo dell'uomo, ma l'orizzonte totale dentro cui l'uomo stesso avrebbe imparato a pensare.

Share